Secondo molti osservatori le automobili elettriche rappresentano il futuro del trasporto privato, caratterizzati dalla capacità di assicurare zero emissioni allo scarico, in quanto la propulsione è affidata interamente a un motore elettrico senza alcun ausilio di un tradizionale propulsore alimentato a combustibili fossili. Le vendite di auto ibride ed elettriche sono in costante ascesa in tutto il mondo, trend al rialzo e destinato a proseguire nei prossimi anni secondo le previsioni degli analisti. Questo trend è supportato dall’abbassamento dei costi e dal miglioramento delle prestazioni delle batterie. Secondo la società Ricerca sul Sistema Energetico (RSE), controllata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), entro il 2030 in Italia circoleranno 10 milioni di veicoli elettrici. Questa maggiore diffusione ha ricadute positive per la lotta alla concentrazione di inquinanti nell’aria e di gas serra in atmosfera, ma pone problematiche su altri fronti. A preoccupare sono soprattutto l’incremento della domanda di materie prime per la realizzazione di batterie e lo smaltimento degli accumulatori esausti. Le batterie delle auto elettriche, una volta giunte alla fine del loro ciclo di vita, rappresentano ancora una risorsa che può essere sfruttata in situazioni in cui l’autonomia, dopo ogni ricarica, non è più l’elemento discriminante. Smontate dalle auto, infatti, le batterie agli ioni di litio hanno ancora un’elevata capacità di stoccaggio. La batteria di un’auto elettrica si considera a fine vita una volta perso il 25-30% della sua capacità di ricarica, nel senso che diventa poco efficiente e piuttosto dispendiosa: in sostanza, va a compromettere in maniera eccessiva l’autonomia globale del mezzo. Destinarla al riciclo sarebbe, perciò, una pratica meno sostenibile che non destinarla al riutilizzo in progetti di storage, grazie ai quali la sua vita utile si allunga di circa 12 anni.
L-POP è una soluzione incentrata principalmente sul riciclo delle batterie delle macchine elettriche al fine di sfruttarne le capacità residue al termine del loro ciclo di utilizzo su strada che, in assenza di un piano di riutilizzo, comporterebbero costi di smaltimento e ambientali consistenti.