Smart and Inclusive Government

Rispetto ai partner europei, nel 2017 l’Italia si posiziona al 25° secondo l’indice DESI[1], registrando una performance sotto la media in tutte le cinque dimensioni dell’indice, ovvero connettività, capitale umano, uso di internet da parte dei cittadini, integrazione delle tecnologie digitali nelle attività delle imprese, e allo sviluppo dei servizi pubblici digitali.

In linea generale, la performance rispetto alle cinque dimensioni evidenzia la criticità della domanda pubblica italiana, che dovrebbe agire come motore per la creazione del contesto abilitante, implementando tecnologie e diffondendo la digital culture e literacy sia internamente sia verso la società, ma che in realtà soffre essa stessa di un ritardo di digitalizzazione.

Rispetto alla connettività, il valore più critico riguarda la diffusione sul territorio della banda larga ultraveloce pari al 22% contro la media EU28 del 58% e il suo utilizzo del solo 4,8% contro la media del 15,4%.

Rispetto alla qualità dei servizi pubblici forniti online, l’analisi evidenzia un buon risultato italiano per quanto riguarda l’avanzamento dell’Open Government, passando dallo status di ‘follower’ a quello di ‘trendsetter/leader’ nel 2017, mentre è ancora carente il livello di user-centricity e di trasparenza.

Infine, l’Italia appare posizionata bene per quanto riguarda la presenza di posta digitale, di documenti digitali (eDocuments) e di identificazione elettronica (eID), mentre ha un maggior margine di miglioramento nell’uso delle Authentic Sources (28%), registri di base usati dalle PA per convalidare i dati riguardanti cittadini o imprese.

Si evidenzia peraltro un ruolo attivo dell’Italia nel perseguire gli obiettivi prefissati a livello europeo e internazionale relativamente all’area “Smart and inclusive government”: il Paese vede infatti la presenza di più strategie aventi ad obiettivo quello di fornire un indirizzo alla trasformazione digitale della pubblica amministrazione. Oltre all’Agenda Digitale Italiana, vi sono: la Strategia per la crescita digitale 2014-2020; la Strategia italiana per la Banda Ultralarga, l’Agenda Nazionale per la Semplificazione 2015-2017, la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente e il Programma Nazionale della Ricerca 2015-2020. Tuttavia, sarebbe comunque utile adottare misure di policy a livello regionale che riescano a riflettere le peculiarità territoriali/regionali e supportino processi di inclusione e partecipazione di tutti gli stakeholder chiave nella definizione di strategie/progetti locali.

Per ultimo, tra le misure a supporto andrebbero considerati strumenti educativi (digital literacy) al fine di sviluppare il concetto di cittadinanza digitale da parte delle istituzioni e di comunicare con i cittadini per diffondere la cultura del digitale e annullare il digital divide tuttora consistente sul territorio. Tali interventi consentirebbero la creazione di un modello di amministrazione in grado di sfruttare le opportunità della trasformazione digitale per una gestione efficiente di asset e processi interni, per attivare una rinnovata interazione con la cittadinanza e per stimolare la crescita territoriale.

[1] Digital Economy and Society Index (DESI)

Per approfondire visita il sito eusurvey con la consultazione pubblica per la Roadmap Nazionale 2018

Guarda anche le altre traiettorie:

Smart and Collaborative Mobility

Smart and Secure Living

 

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