Smart and Secure Living

L’Italia risulta essere tra i paesi europei che registrano maggiori danni a causa di maltempo o eventi climatici estremi e con livelli di inquinamento superiori alla media europea. La percezione della sicurezza urbana è molto bassa, mentre per la sicurezza informatica il Paese si posiziona come il più colpito dai ransomware.

L’introduzione di misure ad hoc per la sicurezza cibernetica ha riguardato soprattutto imprese con più di 10 impiegati, lasciando fuori quelle più piccole ma ugualmente sottoposte a rischi elevanti. Anche in quest’area, come per l’area della mobilità, l’impiego delle tecnologie ICT nel settore resta ancora ridotto, limitando i benefici che queste ultime possono apportare alla sicurezza delle aree urbane (ma non solo) e il potenziale inesplorato di rilevazione, prevenzione dei rischi e risposta. I gap sono riconducibili alla gestione delle informazioni, agli spazi e infrastrutture e ai servizi.

Inspirandosi a paesi più all’avanguardia, l’Italia dovrebbe creare un modello di sicurezza partecipata in grado di prevenire, mitigare e rilevare minacce fisiche o informatiche rivolte a persone, infrastrutture, sistemi e/o ambiente e in grado di adattarsi per prevenire e rispondere a situazioni critiche. Il concetto di resilienza va applicato ad un contesto più ampio che comprende fenomeni legati alla sicurezza urbana, alla microcriminalità, alle forme di conflitto, terrorismo ecc.

Dall’analisi delle agende europee, inoltre, si è evidenziato come, in tema di sicurezza, non si possa prescindere dall’attribuire un ruolo fondamentale alla tutela della sicurezza cibernetica. Sarà necessario dunque, da un punto di vista normativo, aggiornare la vigente strategia nazionale di sicurezza cibernetica, al fine di prevedere a) misure di preparazione, risposta e recupero dei servizi a seguito di incidenti informatici, b) un piano di valutazione dei rischi informatici c) programmi di formazione e sensibilizzazione in materia di sicurezza informatica. Inoltre, volgendo l’attenzione ai fondi disponibili, come già evidenziato sopra, sia il programma H2020 sia il Meccanismo per Collegare l’Europa, nonché il “Digital Europe Programme”, prevedono dotazioni dedicate alla sicurezza cibernetica.

Per approfondire visita il sito eusurvey con la consultazione pubblica per la Roadmap Nazionale 2018

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Smart and Inclusive Government 

Smart and Collaborative Mobility

 

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